Ambiente

SLIDE6

Qualità ambientale, sviluppo economico e occupazione possono, anzi devono, essere in armonia tra loro. Bisogna progettare un nuovo modello di sviluppo, intervenendo sull’insieme delle politiche industriali, dei trasporti e agricole, ma anche sui comportamenti di aziende e singoli con adeguate scelte di incentivazione o disincentivazione. Comportamenti virtuosi in questo campo costituiscono anche opportunità per creare nuovi posti di lavoro. La priorità è realizzare un piano di sicurezza del territorio per prevenire gli effetti dei diversi rischi (innanzitutto quello idrogeologico) sia chiudendo i tanti enti regionali le cui competenze si accavallano rendendo inefficienti le azioni, sia rafforzando le attività di prevenzione della protezione civile con il coinvolgimento dei cittadini.

Cosa fare:

  • Per la Terra dei fuochi bisognerà evitare sprechi di risorse concentrandole sulla bonifica dei territori sicuramente inquinati. Inoltre, vanno finanziate adeguatamente le politiche di prevenzione e controllo che solo i Comuni possono concretamente realizzare. Una strategia che va adottata anche negli altri casi di luoghi da bonificare, a cominciare da Bagnoli e dal fiume Sarno, dove è necessario recuperare sui gravissimi ritardi accumulati.
  • La gestione dei rifiuti deve darsi l’obiettivo discarica zero e andare oltre all’incenerimento. Bisogna sia incentivare una riduzione della produzione di rifiuti, favorendo i prodotti con meno imballaggi e fatti con materiali riciclabili, sia cambiando le abitudini al consumo e educando alla lotta allo spreco. Per fare questo è necessario semplificare la normativa regionale, sostenendo la transizione da un sistema industriale a monte (discariche, inceneritori) a uno a valle, per costruire le filiere di recupero e riuso delle risorse, verso una gestione integrata dei rifiuti. Fondamentale la promozione delle attività imprenditoriali che favoriscano il riutilizzo dei beni di consumo (industria del recupero, negozi dell’usato e dello scambio) allo scopo di ridurre al minimo l’utilizzo di nuove risorse naturali.
  • Dobbiamo fare in modo che il sistema urbano sia in grado di rigenerare se stesso, attraverso il recupero dei centri storici e la rottamazione edilizia: stop, quindi, al consumo di suolo, sì all’agricoltura urbana e alle reti ecologiche locali. L’area metropolitana di Napoli è l’ambito ideale per sperimentare la realizzazione della città intelligente (smart city) mettendo in campo un progetto integrato di innovazione delle reti elettrica e di comunicazioni. Vanno potenziati la produzione e l’utilizzo di energie alternative, un trasporto sia pubblico che privato sempre più elettrico, forme di rigenerazione urbana che puntino su forti incentivi per le ristrutturazioni di immobili, sia pubblici che privati, per ridurre drasticamente gli elevati consumi energetici, attraverso l’utilizzo di tecniche edilizie e prodotti innovativi e l’introduzione di sistemi di riscaldamento e impianti di ultima generazione.