Fondi UE

SLIDE3

Dal 2008 ad oggi la Campania ha perso quasi il 15% del Pil con effetti dirompenti sui redditi individuali, sul sistema produttivo e sul lavoro. In questo contesto, aggravato dai costanti tagli dei finanziamenti statali nei confronti di Regioni e Comuni, non ci possiamo permettere di sprecare i fondi Ue, com’è stato fatto dalla giunta Caldoro. I fondi strutturali 2014-2020 rappresentano, quindi, un’opportunità. La Campania sarà interessata da massicci investimenti che vanno indirizzati in modo organico e condiviso, evitando la frammentazione che ha caratterizzato le precedenti programmazioni e che non ha determinato lo sviluppo e il lavoro.

Cosa fare:

  • Decisiva l’azione congiunta di spesa ordinaria e spesa aggiuntiva dei fondi strutturali attraverso un’azione integrata dei fondi FERS- FSE- PSR-FEAMP che vanno orientati su progetti unificanti e strategici con la definizione di chiari e condivisi obiettivi di crescita nei vari settori. Progetti per i quali vanno specificate le relative ricadute occupazionali.
  • In questo quadro diventano strategici e prioritari gli interventi per le infrastrutture delineate nel PTR Campania: l’Asse città di Napoli, Agenda digitale, valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, trasporti, inclusione sociale e capacità amministrativa, sistema scolastico e della ricerca e innovazione: tutto ciò al fine di rendere il sistema produttivo regionale sempre più efficiente e competitivo.
  • La questione dell’area metropolitana di Napoli rappresenta senza dubbio una priorità. A Napoli sono concentrate funzioni fondamentali per lo sviluppo della Campania e del Mezzogiorno. Napoli deve consolidare il suo ruolo di capitale del Mediterraneo, attraverso il potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali e della sua funzione di raccordo tra la sponda nord e sud del Mediterraneo e tra est e ovest, lungo i corridoi strategici definiti a livello europeo. Diventano prioritari, quindi, l’Alta capacità Napoli-Bari e il Grande progetto sul porto di Napoli (che va integrato e aggiornato perché, ai ritardi accumulati, si unisce un’inadeguatezza degli obiettivi posti). Prioritari anche il completamento della metropolitana e il Grande progetto di recupero dei siti Unesco. A questi interventi va aggiunto un Grande progetto per la città metropolitana di Napoli in cui infrastrutture, sviluppo industriale, ricerca, recupero dell’immenso patrimonio storico-archeologico, turismo, ambiente, filiera enogastronomica, trovino una sintesi strategica per il rilancio della capitale del Mezzogiorno nel Mediterraneo e in Europa.