Innovazione

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Non è detto che le cose nuove siano migliori di quelle vecchie, ma dopo anni di immobilismo delle istituzioni, in particolar modo in Campania, l’unico errore sicuro è lasciare le cose come stanno: meglio rischiare di sbagliare provando a fare qualcosa per risolvere i problemi. Si rende necessario un rinnovamento innanzitutto nella politica, nei suoi riti, nelle logiche sempre più distorte e incomprensibili ai cittadini. Ma è necessario puntare sull’innovazione anche nell’economia, supportando le imprese tecnologicamente più avanzate, quelle che progettano il futuro, specialmente le tante start up messe in piedi da giovani campani, che trovano più spesso finanziamenti all’estero che nella loro terra.

Cosa fare:

  • Limitare il più possibile il peso economico della politica sui bilanci della Regione Campania. Questo non solo guardando a stipendi e gettoni di presenza degli eletti dai cittadini, ma soprattutto riducendo il più possibile gli enti, le partecipate e le strutture che servono a soddisfare il sottobosco della politica con incarichi, consulenze e rendite di posizione.
  • Ridurre ai minimi termini il potere d’interdizione dei burocrati sull’economia. Procedure più snelle, automatismi, digitalizzazione dei rapporti tra imprese e Regione Campania, tra cittadini e Regione Campania: è questa la strada per ridurre il numero di progetti validi bloccati per anni perché manca qualche firma: i controlli di legittimità sono necessari, ma devono essere certi i tempi e chiari i responsabili dei ritardi.
  • Bisogna tagliare l’enorme numero di strumenti messi in campo nel corso degli anni per finanziare il sistema delle imprese. Parliamo di un reticolo del quale spesso beneficiano non le migliori aziende ma solo quelle che hanno i consulenti più bravi a districarsi tra norme e regolamenti. Le risorse vanno concentrate in pochi settori, e una fetta consistente deve essere destinata ad un investimento sul futuro, cioè al finanziamento delle start up giovanili e degli spin-off universitari: si tratta di imprese nascenti che hanno, ovviamente, una probabilità di fallire maggiore di aziende già in campo da decenni, ma alcune di esse – se supportate da strutture pubbliche competenti (centri ricerca e agenzie specializzate in finanza e credito) – possono avere successo e trainare lo sviluppo e l’occupazion