Mobilità

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Il sistema del trasporto pubblico in Campania è in ginocchio. Il motivo è che, al costante taglio di risorse da parte dei governi centrali, si sono unite la chiara incapacità di indirizzo e di programmazione del centrodestra campano e l’inadeguatezza del management delle singole aziende di trasporto locale. Una miscela che ha prodotto danni irreparabili considerando i recenti fallimenti dell’ACMS di Caserta e dell’EAVBUS oltre all’Amministrazione Straordinaria del CSTP di Salerno. Con EAV che ha nuovamente formalizzato 260 esuberi di personale per i servizi su gomma (mentre resta inattuata la legge regionale che prevedeva  l’affidamento dei servizi ad AIR Spa di Avellino entro lo scorso 31 gennaio). Un disastro che si traduce in un decadente e insufficiente servizio che viene offerto  all’utenza, come se il diritto alla mobilità per i cittadini campani fosse stato abolito.

Cosa fare:

  • Bisogna ribaltare la logica della “Fase di Prequalifica per l’ammissione alle gare del Trasporto Pubblico Locale” che la giunta Caldoro ha impostato con l’obiettivo di garantire la giungla di aziende presenti in Campania, che ammontano a circa 130, più che per rendere efficiente il sistema.
  • E’ indispensabile ristrutturare nuovamente il ramo ferro (ex Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania Nord-Est) che, come gli utenti sanno benissimo, ha subito un peggioramento velocissimo e verticale del servizio offerto, rendendo complicatissima, e per giunta più costosa, la mobilità regionale.
  • Dobbiamo sfruttare le opportunità offerte dalla nascita della nuova Città Metropolitana di Napoli per ridisegnare un sistema dei trasporti a rete, con capacità di penetrazione non solo per il centro urbano ma per le tante periferie anche suburbane dove il servizio su gomma deve servire da vera adduzione al ferro attraverso apposite e funzionali aree di interscambio. Solo così la mobilità pubblica può rappresentare un punto fermo per lo sviluppo sociale e produttivo del territorio: una mobilità che deve reggersi, però, non solo sui contributi da contratto ma anche e soprattutto sui ricavi tariffari che vanno incrementati con forti iniziative di lotta all’evasione.