Sanità

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Come tutti sanno, la sanità è la voce più consistente nel bilancio delle Regioni. Questo tema è, quindi, il vero banco di prova per l’operato di una giunta. Cosa ha fatto il centrodestra in 5 anni? Ha cercato di contenere i costi, e di ridurre il debito (tra l’altro senza riuscirci), in una maniera molto semplice: tagliando l’assistenza sanitaria ai cittadini e aumentando i ticket. Così son bravi tutti. Ma qual è stato l’effetto di queste scelte sulle persone? Siamo ancora ultimi per livelli assistenziali, abbiamo i ticket più alti d’Italia, le prestazioni di laboratorio non vengono garantite già da settembre. Il divario di qualità tra il sistema sanitario campano e quello delle regioni più virtuose è aumentato. Per curare la sanità non è più possibile tagliare servizi: è necessario contrastare inefficienze, sprechi e corruzione per restituire a tutti, ed in particolare ai più deboli, una sanità economicamente accessibile e di qualità.

 

Cosa fare:

 

  • Basta con la gestione affidata agli amici. La politica deve fare un passo indietro sulla nomina dei direttori e dei primari, limitandosi a indicare i criteri e le regole – il più possibile oggettivi – affinché siano garantite nomine basate sulla capacità e sul merito. Tutto il processo deve, inoltre, essere accessibile in rete ai cittadini, per favorire quel controllo democratico che fino ad oggi è mancato.
  • Stop alla scandalo-barelle. E’ sotto gli occhi di tutti che la rete dell’emergenza in provincia di Napoli versa in uno stato vergognoso; anche nel resto della regione le cose non vanno molto meglio. Va potenziato il sistema del 118 e riorganizzata la rete dell’assistenza per ottenere che il cittadino-paziente sia indirizzato verso l’ospedale più adatto e non scaricato in quello più vicino. I grandi ospedali, innanzitutto il Cardarelli, vanno liberati dall’urgenza costante e dalle decine di barelle che li soffocano. L’Ospedale del Mare andrà finalmente inaugurato nel suo complesso e non un reparto alla volta, con il solo scopo di far fare passerelle elettorali a Caldoro. Il primo passo per ottenere questi obiettivi è l’integrazione dei Policlinici universitari nella rete dell’emergenza. Ma sarà fondamentale soprattutto incentivare le politiche di prevenzione sanitaria e attuare i programmi di riorganizzazione della medicina territoriale, per stroncare le ospedalizzazioni cicliche dei lungo degenti.
  • Un fluido funzionamento del sistema dell’emergenza e l’accorciamento delle liste d’attesa, che finiscono per generare una tassa occulta a carico dei più bisognosi, passa attraverso un calibrato sblocco del turn-over. Dal 2007 il sistema sanitario regionale ha perso circa 10mila addetti generando un enorme precariato sanitario ed alimentando la vergogna dei viaggi della speranza per i quali, come testimoniano dati recentissimi, nel 2014 la Regione Campania ha dovuto versare ad altre Regioni circa 300 milioni di euro per rimborsare i servizi offerti a 90mila campani costretti ad “emigrare” per curarsi. Fondamentale, quindi, stimare il fabbisogno di risorse necessario e indire i concorsi per riportare il personale della sanità campana ad un livello adeguato alla richiesta di servizi di assistenza dei cittadini.